| BOICOTTAGGIO COCA-COLA: APPROFONDIMENTI |
La Coca-Cola è accusata in Colombia di utilizzare gli squadroni
della morte dei paramilitari per annientare qualsiasi opposizione
sindacale alla sua politica di licenziamenti, precarizzazione e
sfruttamento del lavoro. Vittima di questa campagna è in
particolare proprio il SINALTRAINAL, che, secondo un'inchiesta indipendente
condotta da una Commissione partita dagli USA, ha subito almeno
179 gravi violazioni dei diritti umani, tra cui 9 omicidi di leader
sindacali e 4 di loro familiari, numerosi sequestri, torture, minacce
e montature giudiziarie.
Il motivo di questo accanimento è che un lavoratore dipendente
sindacalizzato al quale viene applicato il CONTRATTO NAZIONALE guadagna
circa 360 dollari al mese. Un lavoratore precario, non sindacalizzabile,
viene pagato 80 dollari al mese per 12 ore di lavoro al giorno.
Parte di questi soldi vengono dati ai responsabili dei paramilitari
come tassa per l'assunzione.
Presso il Tribunale di Miami è in corso un processo nei confronti
delle imprese di imbottigliamento colombiane, per il 40% di proprietà
della Coca-Cola Company e integralmente controllate da essa.
In Italia la campagna è portata avanti dalla REBOC, rete
a cui hanno aderito un centinaio di associazioni e che ha raccolto
circa 15.000 firme di adesione al boicottaggio.
www.nococacola.info
- www.killercoke.org
29 SETTEMBRE 2007
SEQUESTRATO E TORTURATO
FIGLIO DI UN LAVORATORE DELLA COCA COLA
Riprende il boicottaggio internazionale
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