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<title>Web Blog Le Tribù</title><link>http://www.letribu.it/dblog/</link>
<description>Web Blog Le Tribù</description><language>it</language>
<item>
	<title><![CDATA[Sogno una città]]></title>
	<description><![CDATA[Sogno una citt&agrave;

1) Espansione del verde urbano
Per me significa che devono aumentare i metriquadri di verde a Torre del Greco e non diminuire

2) Concessioni di licenze edilizie solo per demolizioni e ricostruzioni di edifici civili o per cambi di destinazioni di aree industriali dismesse
Contro la cementificazione selvaggia

3) Piano di trasporti pubblici non inquinanti e rete di piste ciclabili cittadine
Per me significa che le soluzioni vanno ben ponderate. Un parcheggio va bene se c'&egrave; un risparmio di CO2 tenendo in considerazione le CO2 emesse e quelle risparmiate, se c'&egrave; una politica integrata di mobilit&agrave; sostenibile. Ma non pu&ograve; essere certo solo una risposta alle esigenze degli automobilisti. C'&egrave; il diritto dei cittadini a vivere sano e a non ammalarsi e morire per l'inquinamento.

4) Sviluppo delle fonti rinnovabili come il fotovoltaico e l'eolico con contributi/finanziamenti comunali
5) Efficienza energetica
Temi cardini anche nelle ristrutturazioni di case(vedere Bolzano)

6) Favorire le produzioni locali
Punto importantissimo per evitare disoccupazione, fuga dei giovani e quotidiani spostamenti in luoghi lontanissimi per raggiungere la propria sede di lavoro.
Credo che con il rispetto dei punti precedenti ci sarebbe un pi&ugrave; virtuoso e ampio mercato del lavoro sul nostro territorio

Infine per piacere non additiamo all'ambientalismo le colpe della incapacit&agrave; della politica, della litigiosit&agrave; e individualismo della imprenditoria locale e dei loschi affari di camorra e criminalit&agrave; organizzata. Anche perch&egrave; non mi sembra che l'ambientalismo sia stata mai una forza imperante, o sia stata presente nella stanza dei bottoni senza la forte influenza del grande capitale]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.letribu.it/dblog/articolo.asp?articolo=22]]></link>
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	<dc:date>2009-07-10T17:08:27+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Luigi Gallo</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Alcune buone notizie]]></title>
	<description><![CDATA[Passiamo all’analisi della bozza del Documento Strategico Operativo (DOS) con il quale l’amministrazione dovrebbe presentarsi alla valutazione dello staff tecnico della regione Campania e dell’Europa per accedere i finanziamente.

 

Ad una prima lettura ritengo che sono stati fatti diversi passi avanti. Questa volta il DOS risulta molto pi&ugrave; elaborato, riporta dati tecnici e centra alcune tematiche importanti e che i cittadini hanno sollevato negli incontri con l’amministrazione.

Il tema della mobilit&agrave; sostenibile ha pi&ugrave; ampio respiro e il lavoro volontario di proposte ed elaborazione fatto dai cittadini non &egrave; stato lasciato cadere nel vuoto, ma molte delle analisi e dei dati elaborati sembrano essere state recepite. Si spera solo che il tema non venga strumentalizzato solo per realizzare nuove aree di parcheggio e collegamenti viari che hanno la loro importanza, ma che da soli, senza una politica che tende a ridurre il trasporto privato (car sharing , trasporto a chiamata, car pooling, park and ride, mobilit&agrave; ciclabile, bike sharing) diventa un inutile consumo del territorio e alla lunga pu&ograve; portare ad un aumento del traffico veicolare.

Altro tema che viene centrato dal DOS &egrave; quello del lavoro evidenziando come il problema abbia raggiunto una gravit&agrave; senza precedenti (70,53% di disoccupazione giovanile) e come tanti settori economici sul nostro territorio (come agricoltura, trasporti e servizi) hanno subito una drastica riduzione di unit&agrave; lavorative. Ed ancora il tema della qualit&agrave; dell’acqua potabile del nostro territorio che ritengo di fondamentale rilevanza in quanto afferisce ai bisogni fondamentali per la sopravvivenza dell’uomo

Restano un po' assenti i temi del sociale e della disabilit&agrave; che nel forum erano stati considerati priorit&agrave;. 
 

Diversi i dati e le tabelle di interesse che possono diventare un ottimo strumento per monitorare l’evoluzione e il raggiungimento degli obiettivi del programma Europa PIU.

 

Naturalmente, la mia &egrave; una opinione qualitativa e rimando ai componenti del Comitato Tecnico Scientifico espressi dal Forum a fornire un loro parere competente. 

 

Ing. Luigi Gallo

Membro del Comitato di Monitoraggio]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.letribu.it/dblog/articolo.asp?articolo=21]]></link>
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	<dc:date>2009-06-22T11:48:15+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Luigi Gallo</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[I verbali di Europa PIU]]></title>
	<description><![CDATA[Dopo mesi di silenzio, incominciano a trapelare le prime informazione sul programma Pi&ugrave; Europa.

Vengono pubblicati i verbali delle assemblee del FORUM (ancora non approvati), le schede degli interventi proposti, e la bozza del Documento Strategico Operativo.

Iniziamo a parlare dei verbali. 
Nella seduta di venerd&igrave; 13/2/2009 si legge

“Viene presentato un documento da parte del sig. Civitillo Antonio, quale Presidente del CMC. Tale documento, sottoscritto da tre componenti del CTS (Comitato Tecnico Scientifico ndr), contiene indicazioni ai fini dell’elaborazione del DOS.”

Formalmente non ci sono errori, ma nella sostanza cambia molto se andiamo a leggere il contenuto del documento del CTS, dove leggiamo

“si registra tuttavia che la versione di DOS supervisionata durante l'ultima riunione del 31 gennaio 2009, risultava addirittura invariata rispetto alla bozza iniziale.” nonostante “Contestualmente sono stati presentati a pi&ugrave; riprese dai vari membri del CTS alcune proposte ed alcuni documenti  tesi anche a suggerire possibili linee strategiche ed azioni concrete da inserirsi nel DOS”

Per questo si conclude
“i sottoscritti membri del CTS considerano il DOS, nella versione esaminata durante l'ultimo incontro, ancora carente ed incompleto sotto il profilo tecnico -scientifico“

Oltre a queste precisazioni importanti che sono da inserire nel verbale poich&eacute; vanno ben oltre alle “indicazioni ai fini dell’elaborazione del DOS”, &egrave; stata omessa anche la richiesta fatta in aula da Antonio Civitillo di riconvocazione del CTS affinch&eacute; i componenti del CTS, scelti anche dai cittadini, negata dal presidente del CTS e da chi come l’architetto Sannino, il sindaco e i componenti del STO (Staff Tecnico Operativo) non ne vede la necessit&agrave;.

Sono precisazioni importanti perch&eacute; individuerebbero parziali responsabilit&agrave; qualora al comune di Torre del Greco non venissero attribuiti i fondi europei.

Membro del Comitato di Monitoraggio
]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.letribu.it/dblog/articolo.asp?articolo=20]]></link>
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	<dc:date>2009-06-21T12:00:57+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Luigi Gallo</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[quando ci sarà chiarezza ?]]></title>
	<description><![CDATA[Il giorno 20 aprile 2009 si &egrave; tenuto presso il ristorante Vincy a Torre del Greco, un incontro organizzato dal partito della Rifondazione Comunista l'incontro politico dal titolo "quale futuro per Torre del Greco".
 
Circa 100 persone in rappresentanza di vari interessi cittadini, hanno riempito la sala.

Presenti anche il sindaco, l'assessore regionale all'istruzione Gabriele, Luigi Spedaliere presidente della TESS.

L'incontro &egrave; stato aperto dall'intervento introduttivo dell'organizzatore Ing. Salerno (segretario comunale del partito). Ho trovato questo intervento molto chiaro, coerente e ben calzato sopratutto con le esigenze della citt&agrave;. Ottima la analisi dello stato di abbandono in cui versa la citt&agrave; sia sotto il profilo materiale che di quello morale e politico. Molto lucido l'invito rivolto alla amministrazione affinch&eacute; per il rilancio si parta dal rendere la citt&agrave; pi&ugrave; accogliente sotto tutti i punti di vista partendo dalla tutela delle fasce pi&ugrave; deboli e disagiate non solo dal punto di vista economico, ma anche dal punto di vista della mobilit&agrave; cittadina, della disponibilit&agrave; di spazi di ritrovo e del decoro.

Gi&agrave; qui i primi segnali di nervosismo verso l'amministrazione si sono evidenziati con due o tre interventi urlati  dal pubblico.

Un poco alla volta tutti hanno avuto modo di dire la propria. 
Luca Chiusel della CGIL, il comitato di quartiere “Vesuviana”, un rappresentante del comitato di quartiere Leopardi, un'altro del comitato “quartiere e progresso”, Luigi Gallo della associazione le trib&ugrave;, singoli cittadini 

Tutti hanno chiesto in maniera molto vigorosa, anche “scuotendo” i politici dell'opposizione li presenti, che si avvii un processo di riqualificazione della citt&agrave; attraverso, ad esempio, la creazione di nuovi spazi verdi, di un servizio di trasporto pubblico pi&ugrave; efficiente e meno inquinante, la pulizia delle strade e la raccolta differenziata dei rifiuti, la creazione di luoghi di ritrovo autogestiti per anziani e disabili, il sostegno alle poche attivit&agrave; imprenditoriali esistenti, la riqualificazione del litorale, l'adeguamento del depuratore cittadino ed in generale degli edifici a cominciare dalle scuole.

A ben sentire si tratta delle stesse richieste fatte durante i forum cittadini per il PIU Europa ed evidenziate anche dalle schede raccolte durante i tavoli tematici.

Queste sono in sostanza le vere esigenze espresse dai cittadini e sono anche le cose verso le quali i cittadini sarebbero pronti a condividere lo sforzo della amministrazione. Proprio quello che vuole l'Europa affinch&eacute; i fondi erogati diano veramente dei risultati duraturi.

Solo l'intervento del presidente della TESS prima e del sindaco in conclusione, hanno evidenziato come l'allargamento del porto fosse l'intervento urbano pi&ugrave; opportuno per la citt&agrave; tutta.

Noto che questo incontro ha nuovamente mostrato una incongruenza anomala tra quanto emerge dalla viva voce dei cittadini e quanto invece compare nei documenti redatti ad oggi per il PIU Europa, con particolare riferimento alla bozza di DOS e con quelli che sono i progetti della amministrazione per l'uso dei fondi disponibili.

L'esigenza di ampliare e ristrutturare il porto non appare prioritaria per la popolazione.

Tuttavia tanto il DOS, che da una lettura dei risultati dei tavoli tematici alquanto discutibile, quanto alcuni questionari redatti e gestiti direttamente dalla amministrazione durante i banchetti pubblici, mostrerebbero invece che la popolazione gradirebbe sopratutto degli investimenti concentrati sulla riqualificazione delle infrastrutture a servizio del porto.

Questa incongruenza &egrave; tutta da chiarire anche perch&eacute; rischia di fare venire meno i presupposti fondamentali per l'ottenimento dei fondi. 
Certo &egrave; che il sindaco &egrave; stato ancora una volta molto coerente e deciso nel dire che tutti gli sforzi della amministrazione saranno concentrati sulle infrastrutture per il porto giacch&eacute; li si concentreranno anche gli investimenti di alcuni privati (vedi il nascituro albergo nei Mulini ed i nuovi posti barca).

La logica di fondo di questa scelta &egrave; che con un piccolo investimento della cittadinanza, si attira un grande investimento da parte dei privati per una grande opera pubblica dal costo troppo elevato per la sola amministrazione.

Giusto, ma resta per&ograve; da chiedersi: a chi serve questa grande opera pubblica ? Produrr&agrave; una ricchezza per i cittadini ?
Allo stato non &egrave; dato di sapere perch&eacute; non &egrave; stato detto nulla sul progetto che l'amministrazione ha in mente, e d'altronde tanto i posti barca quanto l'albergo faranno arricchire solo i proprietari se non verranno turisti da fuori regione a spendere i propri soldi in citt&agrave;. 
Resta quindi la domanda di fondo : perch&eacute; mai i turisti dovrebbero venire a Torre del Greco se non c'&egrave; niente da vedere e la citt&agrave; e tremendamente poco ospitale ?]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.letribu.it/dblog/articolo.asp?articolo=19]]></link>
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	<dc:date>2009-04-24T00:39:03+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Alessandro Maresca</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[analisi della domanda energetica in Italia ]]></title>
	<description><![CDATA[Ecco alcuni fatti sul potenziale dell'energia fotovoltaica in Italia che derivano dalla mia esperienza personale. 
 
Io ho sul tetto di casa da circa 4 anni un impianto fotovoltaico che mi produce circa 1800 kWh per ogni kW di potenza installata con cui soddisfo completamente la mia domanda di energia elettrica. Tale impianto &egrave; composto da circa 8 mq di panelli per ogni Kw di potenza (il totale installato a casa mia &egrave; di 2,8 kW)
 
La domanda di energia elettrica in Italia nel 2006 &egrave; stata (fonte autorit&agrave; dell'energia) di 338 TWh (pari a 338.000 GWh oppure a 338.000.000.000 kWh) 
 
Di questa appena il 13% &egrave; importata il che dimostra che la nostra dipendenza dalla produzione straniera &egrave; minima e per nulla critica per il paese.
 
Ipotizzo per sicurezza che 1 kW di potenza installata produce 1500 kWh all'anno ( a me ne produce 1800) e, sempre per sicurezza, ipotizzo che servano 10 mq di pannelli (a me ne bastano 8 ) 
 
Questo vuole dire che 1 km2 di pannelli ( pari ad un piccolo fazzoletto di terra di 1000 x 1000 metri e cio&egrave; 1.000.000 di m2) generano 100.000 kW di potenza e quindi un'energia pari a (1500 * 100.000) 150.000.000 kWh e cio&egrave; 150 GWh.
 
Per produrre quindi l'intero fabbisogno nazionale di energia elettrica bastano 338.000 / 150 = 2.253 km2 di pannelli cio&egrave; lo 0,7 % dell'intero territorio nazionale.
 
Non &egrave; vero quindi quello che dice il nostro presidente del consiglio e qualche giornalista buontempone e disinformato che non basterebbe coprire l'Italia ! Al contrario basterebbe veramente poco.
 
Diamo qualche paragone:
 
2.253 km2 sono pari alla superficie di circa  2.253.000 capannoni industriali di 1000 m2 ciascuno 
   in proposito c'&egrave; da considerare che le imprese in Italia sono oltre 5.000.000 anche se non tutte dotate di capannoni ma molte hanno capannoni ben pi&ugrave; grandi di 1000 m2 vedi la Fiat, i padiglioni delle fiere (vedi Rho) etc
 
tutte le comperture delle civili abitazioni Italiane sono pari a circa il 20 % dei 2.253 km2. Il che vuole dire che solo con queste potremmo eliminare completamente la dipendenza dall'estero (nel 2006 abbiamo importato 44,7 TWh cio&egrave; il 13% del fabbisogno)
 
vi sono enormi superfici non edificate e non sfruttate ma perfettamente soleggiate come ad esempio le centinaia di km2 dei terreni della periferia tra Caserta e Napoli devastate dall'inquinamento, dalle strade e per nulla interessanti dal punto di vista industriale civile o agricolo.
 
In Italia la superficie di suolo desertificata per eccessivo sfruttamento &egrave; decine di volte pi&ugrave; grande. Ad esempio l'Emilia Romagna, che si estende per 22.000 km2 a giudizio dell'unione Europea dovrebbe essere dichirata interamente desertificata per l'eccessivo sfruttamento dovuto agli allevamenti. Non sarebbe una cattiva idea convertirne l'economia facendola diventare la centrale di produzione di energia pulita per l'Italia. Viste le superfici in gioco potrebb eprodurre energia anche per altri stati europei. La Sicilia si estende per 24.000 km2
 
 
A tutto ci&ograve; aggiungo che i pannelli fotovoltaici sono perfettamente riciclabili in quanto il silicio in esso contenuto non si degenera (vedi la politica di riutilizzo dei telefonini avviata da alcune aziende per riciclare il silicio), sono i contatti elettrici che si rovinano ma che possono essere ripristinati.
 
Nel computo della produzione di energia elettrica non ho inserito quello che viene gi&agrave; prodotto da fonti rinnovabili che, sempre secondo l'autorit&agrave; per l'energia, sommano al 2006 a circa 10 TWh, e quello che di altro ancora si potrebe rodurre con soprattutto con eolico e geotermia, cos&igrave; come non sono considerate le superfici di scuole, uffici pubblici, padiglioni fieristici etc
 
Esiste la concreta possibilit&agrave; di costruire impianti solari termodinamici che sono molto pi&ugrave; efficienti dei fotovoltaici e quindi producono molta pi&ugrave; energia in molto meno spazio.
 
Impianti solari diffusi sul territorio riducono drammaticamente le perdite di energia dovute al trasporto su cavo (stimate in circa il 30 %)
 
Esiste la possibilit&agrave; di costruire delle piattaforme di produzione fotovoltaica ed eolica in mezzo al mare (sostituendo ad esempio quelle per la estrazione del petrolio che sarebbero inutili e pericolose) 
 
I moderni meccanismi di inseguimento solare abinati ai pannelli fotovoltaici consentono di aumentare immediatamente il rendimento dei pannelli di circa il 30%
 
Utilizzare sistemi di illuminazione a led ridurrebbe la domanda di energia per l'illuminazione (strade, edifici, aziende etc) di circa il 50 %
 
Altra considerazione sulla questione importazione di petrolio e produzione di CO2 che dovrebbero dare una ulteriore giustificazione agli impianti nucleari.
 
Il petrolio che importiamo finisce per la maggior parte tal quale al consumo senza trasformarsi in energia elettrica cos&igrave; come il gas. Difatti (dati 2005 del ministero delle attivit&agrave; produttive)l'Italia chiede oggi energia solo per il 15% nella forma di energia elettrica, per il resto la vuole direttamente nella forma di petrolio e/o gas.
 
Questo signifca che eventualmente gli impianti nucleari (come anche quelli ad energia solare a dire il vero) avrebbero un impatto limitato sulle emissioni di CO2 e difatti il punto non &egrave; questo (o principalmente questo), il punto &egrave; che le fonti rinnovabili non hanno il problema di gestione delle scorie radioattive ed a ben vedere costano anche meno degli impianti nucleari.
]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.letribu.it/dblog/articolo.asp?articolo=18]]></link>
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	<dc:date>2009-03-30T00:17:15+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Alessandro Maresca</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Importanza del DOS]]></title>
	<description><![CDATA[	I cittadini di Torre del Greco da qualche tempo sono stati chiamati a raccolta dalla amministrazione per contribuire alla redazione di un programma condiviso di sviluppo con l'obiettivo di cambiare le sorti della citt&agrave;.
	L'occasione per questa adunanza &egrave; stata fornita dalla Comunit&agrave; Europea che, con il programma PIU' Europa, ha messo a disposizione ancora una volta una quantit&agrave; notevole di fondi.
	La Comunit&agrave; Europea per poter decidere se erogare o meno questi fondi chiede per&ograve; che venga redatto un progetto molto dettagliato i cui risultati siano misurabili durante tutto il percorso di realizzazione.
	Questa richiesta, che &egrave; il cuore di un DOS ben fatto, comporta che per qualsiasi intervento previsto  sia esso l'ampliamento del porto o la realizzazione di un museo o la ristrutturazione degli edifici o la creazione di zone a verde o di parcheggi e cos&igrave; via, ci si chieda non gi&agrave; semplicemente se serve, questo lo si d&agrave; per scontato, quanto in che modo serve. 
	La Comunit&agrave; Europea anche qui d&agrave; il suo contributo fornendo l'amministrazione di un vademecum  di lavoro chiarendo in oltre che quella sar&agrave; anche la metodologia con cui verr&agrave; valutata la qualit&agrave; del DOS in sede di approvazione.

Il vademecum per stilare il DOS prevede sinteticamente i seguenti passi:
1.per individuare i progetti con maggiore probabilit&agrave; di successo si deve coinvolgere la cittadinanza istituendo un Forum con il quale i cittadini esprimono chiaramente le loro esigenze e forniscono suggerimenti di possibili soluzioni rispetto alle quali sarebbero anche pronti a co-partecipare
2.ad un certo punto del Forum si individuano delle linee di intervento e di azione, e si da una misura dello stato attuale (ad esempio numero di posti auto per abitante oppure numero di turisti che non hanno trovato posto nel porto) e del risultato che si vuole raggiungere. 
3.Si fanno una serie di valutazioni incrociate per capire se le linee di intervento ipotizzate possono realisticamente produrre i risultati attesi.

	Ovviamente tutte le azioni devono avere il pre-requisito di essere legittime rispetto alle leggi vigenti, o quanto meno sarebbe opportuno chiarire prima quali sono le possibili modifiche cos&igrave; che tutti i cittadini possano esprimersi alla luce di quest'altra importante informazione.
	La Comunit&agrave; Europea in oltre indica alcuni indici obbligatori sostanzialmente legati al miglioramento della qualit&agrave; ambientale delle citt&agrave;.
	Questa semplice procedura, che affonda le sue radici nel protocollo della Agenda 21, ha il pregio di costringere l'amministrazione a fare delle valutazioni che sono normale amministrazione nel mondo dell'impresa privata.
	Difatti qualsiasi imprenditore che vuole sviluppare la propria attivit&agrave;, prima di acquistare un impianto o fare qualche altro investimento, si deve chiedere quale problema deve risolvere ed in che modo quell'investimento lo risolve senza commettere l'errore di innamorarsi di una idea.
	L'imprenditore avveduto quindi non acquista un nuovo camion per velocizzare le consegne migliorando quindi il servizio se poi il vero problema &egrave; che il proprio prodotto &egrave; di cattiva qualit&agrave;. Prima avvia un serio programma di miglioramento del prodotto e poi valuta l'acquisto del camion.
	Allo stesso modo l'amministrazione avveduta non investe tutti i suoi capitali per ampliare il porto se non c'&egrave; alcun motivo per un turista a venire in visita nella citt&agrave;: prima avvia un profondo e vasto programma di riqualificazione socio-ambientale della citt&agrave; che possa in prospettiva richiamare turisti, e poi inizia a ragionare sull'ampliamento del porto.
	E' chiaro che le due cose sono legate ma certamente &egrave; necessario prima studiare il giusto prodotto che soddisfi qualche cliente, e successivamente si fa in modo che il cliente possa venire a comprarlo.
	L'imprenditore che si innamora del proprio prodotto spesso non si accorge che piace solo a lui.]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.letribu.it/dblog/articolo.asp?articolo=17]]></link>
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	<dc:date>2009-03-28T13:16:13+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Alessandro Maresca</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Le prime polemiche]]></title>
	<description><![CDATA[Ricevo e pubblico
"E' scarsa la comunicazione ed &egrave; lento il proseguirsi dei lavori di Piu Europa. Durante l'ultimo incontro del 13 febbraio le polemiche non sono mancate, soprattutto quelle dovute ad incomprensioni sorte tra il CTS (comitato tecnico scientifico) e la STO (segreteria tecnica scientifica). In particolare, tre membri del CTS - Ing. Alessandro Maresca, Ing. Giuseppe Balzano e Ing. Tancredi Castellano - hanno firmato una lettera, datata 6 febbraio, nella quale sottolineano che la versione di DOS (Documento Operativo Strategico) era incompleta e carente e che invece sarebbe dovuta essere in linea con le visioni emerse con i tavoli tematici del Forum. La lettera &egrave; stata consegnata al Presidente del Comitato di Monitoraggio, Antonio Civitillo, che l'ha portata a conoscenza del Forum e degli altri organi presenti invitando tutti alla massima collaborazione. Ma sembra che qualcosa non sia andato per il verso giusto: Giuseppe Balzano, causa impegni lavorativi personali, non pu&ograve; continuare questa avventura. Ferma la posizione del PD: "Sono molto preoccupato - dice il capogruppo Lorenzo Porzio - perch&eacute; potrebbero emergere problemi in merito alle procedure e dovuti alla mancanza di chiarezza nell'organizzazione e nella capacit&agrave;, mi riferisco - conclude Porzio - non al livello tecnico ma a quello gestionale". E proprio a tal proposito Antonio Civitillo, dichiara: "E' importante che i fondi arrivino e che tutto vada a buon fine, nel rispetto della trasparenza, della collaborazione e di tutta la collettivit&agrave;. La mala politica ha ridotto la nostra citt&agrave; in quello che &egrave;. Auspico - cos&igrave; conclude - che anche stavolta l'interesse Privato non mortifichi nuovamente quello Pubblico.
Nino Aromino

 Articolo gi&agrave; pubblicato sull'edizione cartacea de La Torre 1905 in edicola il 18 marzo 2009
quotidiano www.latorre1905.it"]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.letribu.it/dblog/articolo.asp?articolo=16]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.letribu.it/dblog/articolo.asp?articolo=16</guid>
	<dc:date>2009-03-25T18:06:32+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Luigi Gallo</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Propaganda o partecipazione?]]></title>
	<description><![CDATA[Ricevo e pubblico
"Gentile Partecipante al Forum,
 
Vi comunico le utime novit&agrave; in merito a PIU Europa:
 
1) il Presidente del Comitato di Monitoraggio all'ultimo forum, tenutosi il 13 febbraio 2009, porta a conoscenza di tutti dell'esistenza di una lettera.
Tale lettera &egrave; stata firmata da tre membri (su cinque) del Comitato Tecnico Scientifico; in sintesi, sostengono: che il DOS &egrave; carente e deve essere in linea con le
con le visioni emerse dai tavoli tematici del Forum
 
2) Durante l'assemblea del 13 febbraio si &egrave; chiesto che il CTS si riunisse pi&ugrave; spesso - tutti erano favorevoli - risultato: non si sono mai incontrati
 
3) Circa tre settimane fa si &egrave; dimesso l'Ing Giuseppe Balzano, membro del CTS
 
4) E' stata chiesta - per iscritto - la convocazione del Forum. Vi ricordo che come da regolamente dev'essere fatta una volta al mese (ma non abbiamo avuto ancora risposta)
 
Vi allego articolo de La Torre del 18 marzo dove forze dell'opposizione sostengono che ci potrebbero essere errori procedurali
 
Pi&ugrave; volte ho chiesto allo STO che ci tenessero informati sui progressi fatti dai vari organi e che ci comunicassero qualsiasi novit&agrave; in merito, ma nulla di fatto.
Pertanto rilevo scarsa informazione e scarso interesse nel farci realmente partecipare al progetto.
 
Saluti
Presidente Comitato di Monitoraggio
Antonio Civitillo"
 ]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.letribu.it/dblog/articolo.asp?articolo=15]]></link>
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	<dc:date>2009-03-25T18:03:47+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Luigi Gallo</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Fughiamo tutti i dubbi]]></title>
	<description><![CDATA[Nell’incontro di Europa Pi&ugrave; si &egrave; chiarito che l’amministrazione vuole puntare sul progetto gi&agrave; elaborato tanti anni fa, dell'ampliamento del porto. Ad esso c'&egrave; la volont&agrave; di associare tutti i contributi che i cittadini stanno proponendo attraverso il forum e le manifestazioni d'interesse.

Si riparte dal mare e si riparte dal porto per rilanciare la citt&agrave;. Un'idea che tutti appoggeranno se distribuir&agrave; ricchezza economica ai cittadini e migliorer&agrave; la loro qualit&agrave; della vita, con interventi per il sociale e per l'ambiente. Ci sono solo alcuni dubbi che mi piacerebbe che venissero fugati pubblicamente dal sindaco. 

Siamo sicuri che l'ampliamento del porto non sar&agrave; una grande opera a vantaggio di 2-3 imprenditori che utilizzeranno i soldi pubblici per lucrare semplicemente sui posti barca?

Un opera cos&igrave; grande non rischia di utilizzare tutti i soldi pubblici e non lasciare spazio al finanziamento delle valide idee-progetto proposte dai cittadini e dal forum, alla nascita di piccola imprenditoria giovanile?


]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.letribu.it/dblog/articolo.asp?articolo=14]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.letribu.it/dblog/articolo.asp?articolo=14</guid>
	<dc:date>2009-02-13T20:22:08+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Luigi Gallo</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Una città includente e sostenibile]]></title>
	<description><![CDATA[Quella che segue &egrave; una lettera al sindaco che diversi cittadini, associazioni e organizzazioni presenti al forum stanno sottoscrivendo per dare un esplicito indirizzo che la Torre del Greco ambientalista e sociale vuole dare agli amministratori e politici affinch&egrave; la faccia e la sostanza della nostra citt&agrave; cambi veramente. Con l'aiuto dei Fondi Europei ci pu&ograve; essere un futuro sostenibile e includente verso tutti i soggetti svantaggiati.
Chiunque pu&ograve; segnalare modifiche, idee e opinioni affinch&egrave; questa lettera diventi di tutti.


"Egregio Sig. Sindaco 

L'iniziativa da Lei intrapresa  con il Forum e tutte le conseguenti attivit&agrave; che hanno il fine di una riqualificazione della citt&agrave; &egrave; meritevole di grande ammirazione e genera grandi aspettative.

Non c'&egrave; dubbio infatti che lei sta mettendo in atto alcune rivoluzioni epocali che, per citare le parole del DOS, vogliono essere addirittura “paradigmatiche” e che si concretizzano in azioni che vengono spesso percepite,   sbagliando,   come in antitesi fra loro.

1.	risanamento ambientale e riqualificazione del centro abitato
2.	coinvolgimento della cittadinanza
3.	rilancio economico e sociale

Noi crediamo che questi siano risultati raggiungibili .... e per questo, comprendendo le difficolt&agrave; del caso, riteniamo onesto e saggio dare tutto il nostro contributo.

Ecco perch&eacute; ci preme di sollecitare alcune riflessioni su alcuni argomenti e di sottolinearne l'importanza in relazione ai provvedimenti urbanistici ed ai progetti che si  attueranno.

La prima pi&ugrave; importante riflessione che facciamo &eacute; che il collante indispensabile per tenere insieme tutte le energie e quindi tutti gli ottimismi, &egrave; la trasparenza di gestione e la comunicazione con la cittadinanza. 

Per comunicare e monitorare le buone pratiche dell’amministrazione c’&egrave; come importantissimo presupposto l'utilizzo di un indicatore sintetico che possa, con immediatezza, dare evidenza dei risultati raggiunti cos&igrave; come &egrave; quando si evidenzia la percentuale di raccolta differenziata raggiunta dal comune oppure quando si cita il PIL per indicare quanto prodotto viene generato in un certo territorio.

Nel nostro caso di interesse, esiste un indice, il GPI,  che misura con oggettivit&agrave; la qualit&agrave; della vita dei  cittadini e come questa varia nel tempo in conseguenza delle azioni e degli investimenti pubblici intrapresi. 

Il PIL difatti non &egrave; sufficiente allo scopo in quanto misura solo “ci&ograve; che muove denaro” senza distinguere se questo denaro si muove per il benessere dei cittadini oppure per altre ragioni come per opere che distruggono le risorse naturali.

Non c'&egrave; dubbio che uno sviluppo sostenibile ha come diretta conseguenza un aumento della qualit&agrave; della vita, ed &egrave; per questo che auspichiamo l'adozione di un indice come il GPI e l'avvio di una campagna di comunicazione e di informazione della cittadinanza per accrescere la conoscenza dell'indicatore e del significato del concetto di “sviluppo sostenibile”




___

Altra riflessione e' relativa alla qualit&agrave; dei progetti che dovrebbero nascere in cui auspichiamo si tenga conto del fatto che una citt&agrave; vive, cresce e si sviluppa se e solo se i cittadini hanno piacere a viverla !!  

Non c'&egrave; dubbio che il turista vuole godere delle bellezze di un posto in totale armonia con l'ambiente e quindi senza sentirsi “aggredito” da auto e motorini che non concedono pace ai sensi impedendo di apprezzare il panorama, oppure da miasmi e sudiciume di varia forma e natura siano esse le bottiglie ed i sacchetti abbandonati sulle spiagge e per le strade oppure lo smog delle auto.

E d'altronde anche il cittadino residente ha le stesse esigenze di “benessere” tant'&egrave; che, come ben si evince dall'analisi demografica presentata nel DOS per Torre del Greco, il cittadino &egrave; molto pi&ugrave; propenso ad abbandonare questa citt&agrave; in cui, a parit&agrave; di altri fattori, la qualit&agrave; della vita &egrave; scadente.

Quindi, tanto per fare fronte ad una popolazione sempre pi&ugrave; anziana e quindi con difficolt&agrave; di adattamento, quanto per incentivare una permanenza sul territorio ed un movimento turistico, &egrave; opportuno puntare su una riqualificazione dell'area urbana tesa al rispetto dei bisogni psico-fisici delle persone piuttosto che semplicemente alle esigenze di PIL crescente.

In altri termini, rivolgendoci ad esempio ai negozianti, &egrave; risaputo che l&igrave; dove si interviene per fare in modo che sia piacevole e sicuro passeggiare, respirare aria pulita insieme alla famiglia, agli amici in zone chiuse al traffico, si verifica anche un aumento delle vendite dei consumi, fosse solo perch&eacute; aumentano il numero dei probabili clienti.

A nostro avviso le aree pedonali totalmente chiuse al traffico con le relative giuste infrastrutture di servizio quali i parcheggi di interscambio, le navette elettriche di collegamento, i taxi collettivi, le piste ciclabili etc, sono sicuramente un polo attrattivo per i consumatori non solo di questa citt&agrave;. Ci&ograve; darebbe grosso slancio alle piccole attivit&agrave; economiche nel comune..... in alternativa vinceranno sempre i grossi centri commerciali che appunto offrono gi&agrave; questi “livelli di ospitalit&agrave;”.

Analoga riflessione va fatta per il verde cittadino e le aree giochi per i pi&ugrave; piccoli che dovrebbero essere create a compensare il cemento utilizzato per le opere infrastrutturali e le ristrutturazione previste. 

La compensazione &egrave; un concetto che &egrave; entrato nella legislazione di molte nazioni, e l'edilizia &egrave; uno dei settori produttivi cui si riconduce la maggiore produzione di CO2.
Auspichiamo che con una misurazione attenta di questo indesiderato effetto si metta in atto un programma di compensazione della CO2 e degli spazi vivibili

L'uso di fonti rinnovabili per la produzione di energia termica ed elettrica &egrave; certamente anch'essa una forma di compensazione.
Adottiamo quindi una “SOLAR CARD” con cui il cittadino possa ricevere le compensazioni anche nella forma di contributi all'acquisto di tecnologie verdi (pannelli solari) oppure per la riqualificazione energetica della propria abitazione.

Altro elemento per il miglioramento della qualit&agrave; della vita &egrave; certamente quello di incentivare la compravendita delle produzioni locali e nuova imprenditoria giovanile nei settori che utilizzano processi a basso impatto ambientale e che mettono al centro le persone e l'ambiente. La citt&agrave; pu&ograve; rinascere come luogo di promozione di tutta l'altra economia campana agricoltura biologica, commercio equo e solidale, energie rinnovabili, riuso e riciclo, turismo ecosostenibile, finanza etica, comunicazione aperta, bioequobar, bioequoristorante.... 

Come vede sig. Sindaco, sono tutti accorgimenti che non impediscono la realizzazione di progetti, ma che al contrario tendono solo a renderli pi&ugrave; integrati e compatibili con la natura ed i desideri dell'uomo.

Sicuri di avviato una costruttiva collaborazione restiamo a disposizione."
]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.letribu.it/dblog/articolo.asp?articolo=13]]></link>
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	<dc:date>2009-01-26T13:46:18+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Luigi Gallo</dc:creator>
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