Dopo il prefinanziamento, le mille disavventure del caffè Tatawelo
I produttori della Ssit Lequil Lum, che raccolgono il nostro caffè, hanno affrontato tutte le difficoltà della loro prima esportazione diretta, in un clima, tra l’altro, di aumento delle minacce militari e paramilitari sulle comunità autonome. Durante i mesi della raccolta hanno fatto i conti con la concorrenza dei cosiddetti "coyotes", gli intermediari della grandi imprese di caffè transnazionali, che cercano in tutti i modi di affossare le cooperative indipendenti. Poi hanno subito un furto di vari sacchi di caffè mentre stavano ammassando il raccolto. E infine si sono trovati di fronte al vero e proprio boicottaggio delle autorità governative messicane addette a rilasciare i documenti e i permessi per l'esportazione. Per fortuna le trafile burocratiche si sono concluse con successo, i produttori sono usciti da quel labirinto di documenti che sta dietro ad un'esportazione e ora, finalmente, il caffè è in arrivo. Ed è anche grazie a tutti voi che sostenete quei ponti e quelle rotte transoceaniche su cui viaggia la solidarietà.
Conseguentemente il nostro container contenente il caffè verde Tatawelo, era regolarmente arrivato in banchisa al porto di Genova con il "vapore" (come lo chiamano i portuali genovesi) sabato 5 luglio.
Come avevo riferito a suo tempo (16 luglio), purtroppo una inchiesta dei Finanzieri sul Porto di Genova, con accuse come turbativa d'asta, falso ideologico, truffa, concussione, etc, rivolte verso varie persone dell'Autorità Portuale e dei leader storici del Camalli genovesi, ha di fatto prima bloccato e poi, ovviamente, rallentato le operazioni di sdoganamento di tutti gli operatori del porto.
Nonostante non ne fossero minimamente coinvolti, difatti anche il nostro sdoganatore Coop. "L'Unione del Porto" ha subito il blocco, per cui il nostro container contenente il caffè verde Tatawelo soltanto il 15 luglio ha potuto terminare le procedure di sdoganamento, di controllo fitosanitario e per il trasporto.
La consegna dei nostri sacchi di caffè Tatawelo in torrefazione c/o il magazzino della Coop. Pausa Café, situato all'interno della Casa Circondariale "Le Vallette" di Torino, ha quindi potuto avvenire nella mattinata di giovedì 17 luglio, non senza traversie...
Lo scompenso dovuto al ritardo accumulato al porto (situazione che credo sia più unica che rara) ha portato a complicare le cose anche per il ricevimento del container al carcere di Torino. Per far entrare qualsiasi "entità" (persone, mezzi e merci) dentro un carcere ci vogliono delle autorizzazioni specifiche, che purtroppo hanno delle tempistiche per il loro espletamento non propriamente adattabili alle necessità delle attività che rispondono a regole economiche. Tanto per capirci, nel nostro caso la procedura prevede una domanda mirata con l'indicazione del tipo e targa del camion e dati "fiscali" dell'autista. Per le persone la tempistica di controllo della loro situazione giudiziaria di solito può andare dai 6/8 ai 15 giorni. Anche se Pausa Café ha dei "crediti operativi" riconosciuti dal personale carcerario (nel senso che accelerano i tempi, capendo la situazione lavorativa), potete facilmente immaginare che, per la situazione in cui eravamo, l'ottenere una autorizzazione all'ingresso per il nostro autista praticamente in neanche 2 giorni, non era cosa troppo "sostenibile"
Difatti consapevoli di questa situazione "anomala", siamo andati il pomeriggio del mercoledì 16 luglio, il Vicepresidente di Pausa Café ed il sottoscritto, a verificare lo stato di questa nostra richiesta di autorizzazione per l'ingresso in carcere del caffè Tatawelo. Ovviamente la richiesta era "ferma" nell'ufficio preposto (doveva cioè ancora essere inviata alle Autorità di controllo), per cui non abbiamo potuto far altro che andare "a canossa" dalla Direttrice del carcere, che imprecando parecchio (più che giustamente, visto che senza i prescritti controlli, se qualcosa andava storto, soltanto lei rischiava di brutto!!!) alla fine si è "intenerita" firmando personalmente il tanto agognato permesso d'ingresso.
Dopo queste piccoli "ostacoli" di percorso, siamo finalmente riusciti a produrre e consegnare entro il 8 agosto i primi 5.000 pacchetti del Tatawelo Café Excelente in giro per l'Italia..
Ma adesso viene il bello... so che ha dell'incredibile, ma altri inconvenienti si sono affacciati all'orizzonte. ..
Finito l'impacchettamento dei 5.000 pacchetti citati ( che erano gli ultimi della fornitura "premontata" precedente, che avevamo ancora in magazzino), i NUOVI pacchetti del Tatawelo Café Excelente saranno "montati" direttamente nel processo produttivo di una nuova macchina semiautomatica confezionatrice. Per far questo ovviamente i pacchetti sono stampati su delle bobine, che vanno inserite nella macchina su un apposito perno per poter essere svolti e confezionati. .. Proprio qui sta un'altra delle cose più uniche che rare... nonostante la ditta che ci fornisce le bobine sia una delle più grandi e professionali in Italia, ha consegnato le bobine con foro diverso da quello necessario... risultato che appena arrivate al carcere (martedì 29 luglio) sono state rispedite subito indietro, e finora non ho ancora notizie di quando ce le riconsegneranno ribobinate con foro corretto... La ditta è ancora in ferie... io sto provando a telefonargli praticamente ogni giorno, spero che rientrino al più presto, e mi diano buone indicazioni...