| PRODOTTI: IL CARCADE'
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carcadé: una risorsa per il Kenya" |
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Scheda Prezzo Trasparente Carcadč |
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Il progetto sociale di irrigazione
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produzione del carcadè importato dalla Ctm è inserita
nel progetto di cooperazione "Ng' uuru Gakirwe Water Project".
Meru Herbs è una associazione di 470 piccoli coltivatori
della regione semiarida di Meru in Kenya, proprio sulla linea dell’Equatore:
questi coltivatori producono camomilla e carcadè che confezionano
loro stessi, preparando tisane che vendono |
tramite il commercio equo
e solidale. Le tisane, insieme alle confetture di frutti tropicali
(papaia e mango), sono acquistate da oltre 10 anni da Ctm altromercato,
che importa i prodotti e li vende tramite le Botteghe del Mondo presenti
in tutta Italia.
L’area del progetto, circa 150 chilometri quadrati, è
situata nella provincia Orientale, nel distretto Tharaka-Nithi: in
questa zona in realtà il suolo è piuttosto fertile,
ma la scarsità e l’irregolarità delle piogge ha
da sempre reso la vita difficile ai contadini locali. Nel 1986, grazie
all’intervento di un’Organizzazione non governativa italiana,
l’Aes di Padova, si diede inizio alla prima fase dei lavori
che nel 1990 resero irrigue le prime 134 aziende della zona. |
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Una
commissione italiana referente del progetto di cooperazione aveva
intenzione inizialmente di ritirare il finanziamento perché
non si erano rispettati i tempi di attuazione. In realtà
il progetto era stato rifatto dai locali per poter raggiungere più
famiglie utilizzando un sistema di tubature a pressione, invece
che i canali a cielo aperto. Al termine del confronto il
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progetto fu rivisto con
i suggerimenti dei locali e i lavori eseguiti da ditte italiane.
A questa prima parte del progetto ha fatto seguito un programma di
educazione e formazione all’uso dell’acqua, finanziato
dalla Direzione Generale Cooperazione allo Sviluppo del Ministero
degli Affari Esteri italiano e condotto sempre dall’Aes in collaborazione
con la controparte locale, la Diocesi di Meru. Nel 1998, tutte le
430 famiglie coinvolte nel progetto ebbero finalmente l’accesso
all’acqua. E trattandosi in generale di famiglie, composte in
media da dieci persone, si può stimare che i beneficiari del
progetto siano oltre quattromila. L’impianto irriguo realizzato
risponde a due ordini di esigenze: da una parte, limitare gli effetti
delle periodiche siccità sulla popolazione (acqua per uso domestico)
e, dall’altra, permettere la coltivazione di piante che hanno
bisogno di molta acqua. Ciò rappresenta una parte importante
dell’economia agricola locale, dato che quasi tutte le famiglie
utilizzano le parcelle irrigue per la produzione di melanzane, zucchine,
okro (una verdura locale). La coltivazione del carcadè rappresenta
dunque un complemento a questa economia attraverso la vendita alle
organizzazioni del commercio equo e con l’aiuto indiretto fornito
alla gestione dell’impianto di irrigazione. Dato infatti che
il finanziamento del progetto non riesce a coprire tutti i costi,
parte del ricavato della vendita del carcadè viene utilizzato
per finanziare i costi di gestione dell’impianto irriguo, che
a sua volta costituisce lo strumento principale di produzione degli
ortaggi da esportazione.
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Sulle
strade del Kenya che si inoltrano nella savana, si incontrano due
diverse economie che muovono il lavoro dei contadini: da una parte
la classica economia coloniale centrata sulla produzione di verdure
per l’esportazione, che attraverso intermediari locali non
dà nessuna garanzia di acquisto ai produttori, offre prezzi
molto variabili e ritardi |
| nei pagamenti. Dall’altra,
il canale del commercio equo e solidale che offre prezzi equi, la
continuità degli acquisti e pagamenti anticipati per i piccoli
gruppi, e permette così ai contadini di investire sul proprio
sviluppo e sul futuro. La trasformazione delle materie prime in prodotti
lavorati, come le tisane e le marmellate, ha permesso di ottenere
maggiori margini e di creare occupazione locale, frenando l’esodo
dalle zone rurali verso le città dove le condizioni di vita
sono nettamente peggiori e favoriscono la disgregazione sociale e
l’emarginazione. |
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