Il movimento del commercio equo e solidale da quando è
nato cerca di segnalare e sensibilizzare sulle grandi ingiustizie
perpetuate a danno dell’uomo e dell’ambiente da un
sistema economico che dimentica di essere uno strumento per l’uomo
e che trasforma l’uomo in uno strumento. E così,
con l’avvento della libera circolazione delle merci, è
diventato ancora più evidente come la produzione e il mercato
seguano regole che massimizzino i profitti per pochi a danno del
benessere collettivo. Basta considerare cosa accade ai milioni
di produttori di materie prime nel mondo, all’ambiente e
ai consumatori sempre più ingannati e spinti all’acquisto
di beni effimeri. Non si raggiunge quindi l’ottimo di cui
tanti neoliberisti parlano, ovvero che un libero mercato realizzi
una società







